Obiettivo concentrazione

È sempre più difficile concentrarsi in un mondo brulicante di informazioni e di stimoli. Eppure, questa è un’abilità che qualunque sportivo deve possedere. Perché risulta così difficoltoso? Perché il nostro cervello è costellato di recettori sensibili alle distrazioni. Possiamo imparare a controllarli per ottenere la giusta c

oncentrazione?

Concentrazione, che cos’è?

Partiamo da un tentativo di definizione di concentrazione, di cui, curiosamente, non esiste una definizione scientifica. Questa abilità viene studiata soltanto attraverso i suoi legami con concetti diversi. Il dizionario ce la liquida come “risultato o azione del concentrarsi”. Non si può dire che ci sia d’aiuto! Proviamo allora strade alternative:

La campionessa Serena WilliamsLa campionessa Serena Williams

Se continuate a giocare mentre là fuori, in strada, qualcuno sta sparando, allora si può parlare di concentrazione”, così la spiega la campionessa statunitense di tennis Serena Williams. Certo, lei ha dovuto imparare a concentrarsi in questa maniera perché ha imparato a giocare in un sobborgo violento della California…
Un’altra bella definizione che amo molto è quella di Mitterrand, secondo cui la concentrazione richiede “l’unità della mente”.

Possiamo anche tentare di definirla sottolineando ciò che non è.

Beaver Creek, Christof Innerhofer Beaver Creek, Christof Innerhofer

Ad esempio, la concentrazione non è l’attenzione. Sono due concetti diversi. La concentrazione è indirizzata su un compito più che su di un oggetto. Si pensi ad esempio ad uno sciatore impegnato nella sua performance come qui le immagini ci mostrano (Christof Innerhofer e per lo snowboard cross Eva Samkova, campionessa olimpica): egli non si limita a guardare la pista, ma si concentra sulla discesa in modo dinamico, sull’azione. La concentrazione porta con sé una forma di selezione di attenzione per privilegiare le informazioni che arrivano dai 5 sensi e che sono utili a svolgere un compito preciso. Sono quindi necessarie percezione, attenzione selettiva e azione, tutte insieme. Ad esempio, riprendendo il nostro sciatore, deve attivare tutti i suoi 5 sensi per monitorare gli stimoli intorno a sé, ma deve anche selezionarli (selezione dell’attenzione) e deve essere pronto a modificare la sua discesa in modo dinamico a seconda di quello che gli si presenta davanti (azione). Invece, si può essere attenti senza essere concentrati su un particolare obiettivo. Ad esempio, è la differenza tra lo sciatore che compie la sua performance e lo spettatore: il primo è concentrato, il secondo è attento. Se vuoi leggere qualcosa in più sulla selezione corretta degli stimoli che ci circondano, puoi leggere il mio articolo http://www.surfare.eu/spesso-e-solo-un-problema-di-focus/

Eva Samkova, campionessa olimpicaEva Samkova, campionessa olimpica

Cosa succede quando la nostra concentrazione viene meno?

Improvvisamente, uno degli elementi della concentrazione viene meno: l’attenzione selettiva non è più tale ed è catturata da altro, la percezione si affolla di nuovi stimoli e non si svolgono più le azioni adeguate per l’obiettivo. In altre parole, il nostro programma non funziona più! Questo accade perché un elemento esterno ci distrae dal compito a causa dei sistemi preattentivi del nostro cervello che monitora in continuazione quello che accade intorno a noi, per allertarci di fronte a potenziali minacce o farci cogliere eventuali opportunità. Questi sistemi preattentivi sono stati filtrati da milioni di anni di evoluzione per aiutarci a sopravvivere. È il sistema che interviene, ad esempio, quando ci arrestiamo di colpo se stiamo attraversando la strada e una macchina compare all’improvviso.
Ma se per contrastare questi sistemi c’è poco da fare perché sono al pari di istinti innati, quello che si può fare lavorando bene con il proprio Mental Coach è contrastare la perdita di concentrazione perché la mente si mette a vagare. Questa è la seconda causa di perdita di concentrazione, molto più frequente della prima.

Le insidie per gli atleti

Per quanto concerne un atleta, la perdita di concentrazione si verifica quando pensa alla prestazione nel suo complesso perdendo di vista l’attività in corso, anticipando il corso degli eventi o richiamando eventi simili passati. Uno degli atleti che ha lavorato con me, uno sciatore (sci alpino), mi ha confessato a questo riguardo che lo deconcentrava il pensare alle difficoltà tecniche in determinati punti del tracciato ancora prima di arrivarci. Lavorando con impegno sulle dinamiche in gioco è stato possibile insegnargli a seguire le tappe giuste per concentrarsi e mantenere la concentrazione, riuscendo finalmente a chiudere in crescendo ogni sua prestazione. Ricordiamoci che il nostro cervello è plastico e l’alleanamento mentale può farci andare oltre i nostri precedenti limiti!

E tu, hai mai pensato a quali sono i pensieri che innescano la perdita di concentrazione?

Cosa ti ha provocato in passato la perdita di concentrazione?

Se vuoi condividere con noi le tue esperienze, lascia un commento o condividi la tua esperienza scrivendomi a beatrice.raso.nlp@gmail.com

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).