L’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla.

(John Powell)

Don't quit

Per tanti atleti degli sport invernali, è giunta la fine della stagione: è ora di bilanci di fine anno. Lavorando gli atleti, sento diversi commenti circolare : “è stata una bella stagione”, “è stata una stagione difficile”, “è stata una stagione da dimenticare” . Qualunque sia il pensiero che venga formulato per i traguardi raggiunti o mancati, il mio invito come Sport Coach è quello di fare attenzione alla trappola del giudizio.
Puntare a migliorarsi costantemente è, pare scontato dirlo, una buona pratica che sprona verso obiettivi stimolanti. Una sana tensione, insomma. Tuttavia, viviamo in una società che consolida all’estremo questa visione dell’atleta vincente, performante a tutti i costi, sempre al top. Chi non riesce a rispettare questo standard appare come un “perdente”. E in questo i media non aiutano affatto, con i loro titoli altisonanti capaci di portare un atleta dalle stelle alle stalle.

Attenzione! Queste sono le premesse per il burn out mentale oltre che fisico, soprattutto se, per esempio, non ci si concede il giusto riposo, se non si ascolta un dolore nascente o se si accumulano ore di allenamento non ben programmato solo per “fare”.
Se si riesce a stare al di sopra del giudizio, anche una stagione eventualmente sotto tono può essere significativamente importante: decrescere per crescere ancora di più. E ne parlo portando la mia esperienza personale da atleta nel mezzofondo, quando mi sono trovata a imparare molto proprio a causa di un temporale arretramento: sbagliare e perdere mi hanno fatto crescere tanto quanto vincere e centrare gli obiettivi posti.

Success and disappointmentNella pratica quotidiana, mi trovo ad insegnare a togliere le lenti deformanti del giudizio che offuscano la visione, la limitano, portano a inutili sbocchi e generarno emozioni quali rabbia e frustrazione. NON SERVONO! Quello che serve è sviluppare la mentalità del “MAGARI ERA LA MIGLIOR COSA CHE POTESSE SUCCEDERMI: COSA POSSO IMPARARE?” e da lì affrontare il futuro facendo tesoro della preziosa esperienza vissuta.
Beh che c’è di strano, ci stai raccontando il famoso proverbio: Sbagliando si impara!” mi potreste dire. E invece no, attenzione alla seconda trappola! Non è sufficiente sbagliare per imparare, anche se ad alcuni piace utilizzare questa massima come giustificazione dopo un errore o come strategia per ammorbidire una delusione. SI IMPARA DALL’ERRORE SOLO SE SI È DISPOSTI A FARLO E A COMPIERE UN’AZIONE MIRATA.

Buona fine stagione… Trasformala in un feedback produttivo!

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).