vincere_crLa peak performance, ovvero performance al top è possibile solo se si è nel flow, nel flusso.

Lo sapevi?

Per un atleta è fondamentale allenarsi a vivere questo tipo di esperienza, riconoscerla e riprodurla nel momento della performance.

Che cos’è? Che caratteristiche ha? Come riconoscerla?

Se mai vi è capitato di essere totalmente assorbiti da un’attività piacevole al punto tale da “spegnere” i pensieri ruminanti e perdere la cognizione del tempo… ecco allora eravate nel flusso. Questa esperienza infatti può essere vissuta anche al di fuori dell’ambito sportivo ed è portatrice di benessere e soddisfazione. Nello sport, tuttavia, è fondamentale.

Com’è nata la definizione di esperienza di flusso

L’esperienza di flusso (o flow experience, definita anche esperienza ottimale) è stata definita nel secolo scorso da uno psicologo ungherese emigrato negli USA molto giovane e dal nome impronunciabile, ma che per dover di conoscenza vi riporto: Csikszentmihalyi. Egli stava compiendo degli studi su come le persone percepiscono la loro realtà quotidiana, sulla qualità della vita che ritengono di avere. L’esperienza di flusso indica la sensazione psicologica di totale assorbimento che l’individuo sperimenta durante lo svolgimento di un’attività da lui considerata stimolante e gratificante.

Quali sono le caratteristiche dell’esperienza di flusso? Vediamole per un atleta

Gli atleti che vivono un’esperienza di flusso  focalizzano l’attenzione completamente su ciò che fanno e hanno l’impressione che l’attività nella quale sono impegnati scorra in maniera fluida, ovvero senza interruzioni, senza incursione di pensieri esterni e senza ostacoli. Una caratteristica importante riguarda il rapporto tra il livello di sfida che l’attività pone e la capacità dell’atleta impegnato a farvi fronte. Affinché si produca l’esperienza di flusso, infatti, le sfide che l’attività presenta all’atleta devono raggiungere un livello di difficoltà relativamente alto. Scrivo “relativamente” alto perché allo stesso tempo l’atleta deve percepire di avere una quantità di risorse tali da poter rispondere in maniera efficace a quanto gli si presenta.

Cosa succede se non si è nel flusso?

copia-di-flowSe invece le sfide e le capacità personali non sono in equilibrio (ad esempio, l’atleta percepisce le proprie risorse non all’altezza della prestazione richiesta) o sono caratterizzate da un basso livello (basso livello di sfida e basse capacità), allora l’atleta non avrà alcuna possibilità di viviere esperienze ottimali. Vediamo le combinazioni nel dettaglio:

-se l’atleta percepisce un alto livello di sfida ma basse capacità personali, allora proverà ansia

-se l’atleta percepisce un basso livello di sfida e elevate capacità personali, allora proverà noia

-se l’altleta ha poche capacità per controllare e gestire un’attività che non presenta particolari difficoltà, allora proverà poco interesse e apatia.

Prerequisiti e conseguenze dell’esperienza di flusso

Va da sé, se avete seguito il mio ragionamento, che alla base della possibilità di sperimentare un’esperienza di flusso per un atleta c’è un grosso lavoro sulla propria self-confidence. Se non si ha fiducia nelle proprie capacità e risorse, il flow è molto lontano.

Le conseguenze di eseguire performance una volta entrati nel flusso? Prestazioni elevate e… sensazione di felicità!

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).