Come si supera un infortunio?

Bene, come promesso, ecco la seconda puntata. Dopo l’articolo della settimana scorsa in cui ho introdotto l’importanza della componente mentale nella causa, gestione e superamento dell’infortunio, apportando anche la mia esperienza personale (lo puoi leggere a questo link http://www.surfare.eu/infortunio-questione-solo-fisico/), questa settimana approfondisco il tema presentandolo sotto vari punti di vista.

Sventura o opportunità? Da reattivi a proattivi

proactive

Un fatto è solo un fatto. Sta a noi come interpretarlo. Innanzitutto, quindi, la mente deve essere usata consapevolmente in questa fase delicata della vita di uno sportivo. Il rischio è quello di incappare in una spirale di negatività che rema contro il recupero dall’infortunio. Il lavoro che può essere fatto con il proprio Mental Coach è quello di ristrutturare quanto successo, passando dal vederlo come una disgrazia (reazione) ad un’occasione per sistemare definitivamente la causa e per chiedersi cosa si può davvero migliorare nel gesto tecnico, nell’attrezzatura, nella preparazione: si può prestare attenzione a migliorare molte capacità che durante le normali sessioni di allenamento vengono tralasciate (proattività). C’è sempre qualcosa da migliorare!

Vietato avere fretta

La peggior consigliera di un atleta incappato in un infortunio è la fretta del recupero. Nella mia esperienza, ho visto più volte accelerare e tagliare sui tempi di recupero per permettere all’atleta di tornare in pista il prima possibile, ma i risultati sono sempre stati poco duraturi. Il rischio è quello di avere ricadute e di essere costretti a stop ben più lunghi e immobilizzanti. Occorre imparare l’arte dell’accettazione, ossia accogliere il momento così com’è, pensando che non è venuto a caso ma ad insegnare qualcosa. Se si impara a guardarlo come opportunità per porsi interrogativi, curare aspetti diversi della preparazione e risalire alla causa, si ritornerà all’azione cresciuti e più maturi di prima. In altre parole, l’affanno, la preoccupazione, la fretta così come il non accettare la situazione non la migliorano affatto, dato che tutto questo porta a sentimenti contrastanti e ad un umore negativo: tanto vale affrontare l’evento con lucidità, serenità e fiducia, coltivando l’arte della pazienza. I grandi risultati non si costruiscono in un giorno, ma nel tempo e soltanto avendo maturato una mente forte.

Affidarsi a (poche) persone competenti

L’errore, da atleta, l’ho fatto anch’io. Ecco perché posso parlarne consapevolmente, mettendo in guardia dal rischio di rivolgersi a mille specialisti nel tentativo di trovare colui che ci illuminerà sulla diagnosi e ci permetterà di risolvere in fretta l’infotunio. Occorre invece individuare una persona competente di riferimento di cui ci si fida e seguire convinti le sue indicazioni. Se, infatti, la persona è un vero professionista, si renderà conto lui stesso se necessita di un altro parere o di una visita specialistica in particolare. Meglio darsi un tempo ragionevole nel quale notare i progressi cui porta un certo tipo di terapia. Se proprio non dovesse portarne, si può, d’accordo con chi vi ha seguiti, rivolgersi a qualcun altro, ma non passare dalle mani di cinque professionisti in contemporanea… si rischierebbe solo di disperdere le energie e di ritardare la guarigione perché si finirebbe con il non fidarsi di nessuno.

Mantenere un atteggiamento positivo

Le energie negative rallentano il recupero, l’ho già affermato prima. Abbassano anche le difese immunitarie e innalzano i livelli di alcuni ormoni come il cortisolo, responsabile dello stress. Perché impedire quindi al corpo di fare bene il suo lavoro? Certo, non sto dicendo che sia facile, la reazione più normale ad un infortunio è sentirsi frustrati, tristi, arrabbiati o magari delusi di fronte ad un infortunio, l’importante è dar sfogo per un tempo limitato a queste emozioni. Le emozioni non vanno negate, ma occorre poi scegliere di evitare di affogare in esse.

strategia

Vivere giorno per giorno

Un altro stratagemma molto utile è quello di evitare di farsi ossessionare dall’infortunio pensando sempre ad esso e a ciò che si è perso. Invece di spingere i propri pensieri verso futuri catastrofici, è decisamente più saggio allenarsi a mantenere il focus su ogni singola giornata, giorno dopo giorno, impegnandosi a fare tutto quanto di utile è possibile fare, curando la fisioterapia, l’allenamento alternativo, l’alimentazione, il sonno, il lavoro mentale.. Questo ci farà sentire saldamente ancorati al presente e padroni della situazione perché staremo controllando il controllabile.
Quelli che mettono in pratica questi acorgimenti con dedizione e costanza sono quelli che potremmo chiamare mentalmente forti. La buona notizia è che possiamo imparare queste cose. Ma visto che non è un esercizio accademico, impararlo non sarà mai sufficiente: praticarlo quotidianamente è la chiave del successo.

“Controllare il controllabile, che significa che sei tu e solo tu,

con i tuoi atteggiamenti, le tue azioni, i tuoi comportamenti, i tuoi pensieri…

tuoi e di nessun altro.

Controlla i tuoi pensieri per vivere solo nel presente. Il passato è andato.

Lamentarsi non lo cambierà.

Il futuro non è ancora arrivato.

Puoi solo controllare solo quello che pensi e solo… ora!

E solo prendendo il controllo avrai l’opportunità di influenzare il futuro”.

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).