Kaizen, ovvero l’arte del miglioramento continuo. Cos’è? Scopriamolo insieme!

Ci siamo!

I nostri atleti azzurri sono già partiti o stanno per farlo. Le tanto attese Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 sono arrivate! Oltre un megagalattico in bocca al lupo a tutti, voglio scrivere ancora questo articolo prima del silenzio olimpico per augurare a tutti gli atleti di centrare i loro obiettivi portandosi in valigia i principi della saggia e millenaria filosofia Kaizen.

Cosa significa Kaizen

Kaizen è la composizione di due termini giapponesi, KAI (cambiamento) e ZEN (migliore). Possiamo tradurlo con “cambiamento in meglio” o “miglioramento continuo“.kaizen-2

Questo termine è stato coniato da Masaaki Imai nel 1986 per descrivere la filosofia di business che supportava i successi dell’industria giapponese. Da lì, questo termine ha compiuto una lunga strada ed è entrato nella espressione quotidiana per indicare un processo di crescita ed evoluzione costanti, anche a livello personale.

Come usare questa filosofia?

Migliorarsi costantemente è la missione più alta che possiamo avere per la nostra vita. Ed è anche una scelta coerente con il divenire della vita: il tempo scorre, il mondo cambia in ogni istante. E noi con lui.

“Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume,

perché il fiume non è mai lo stesso ed egli non è lo stesso uomo”.

Eraclito

Questo per dirlo con le parole di un antico filosofo.. Applicata allo sport, è una filosofia molto utile nel guidare l’impegno quotidiano e alimentare la motivazione degli atleti. Se l’obiettivo è il miglioramento costante, non c’è intoppo o sconfitta che sia da dimenticare perché ogni cosa permette di crescere e imparare. Inoltre, questo spinge ad andare un pochino più in là del proprio limite, passo dopo passo. Porsi obiettivi giganteschi e lontani da noi spesso li rende poco efficaci. Sapere invece di poter andare un pochino oltre quello che si è fatto ieri ci motiva di più. E, alla lunga, porta grandi risultati.

Il mio augurio è che anche queste Olimpiadi siano vissute da ogni atleta come momento di crescita, occasione per aggiungere un tassello al proprio miglioramento. Se vissute parte di un processo continuo, sarà minore la tensione che un evento così importante scatena. Si ridurranno le inutili aspettative e si rimarrà più concreti. Inoltre, avendo chiaro l’obiettivo di uscire da questa meravigliosa esperienza cresciuti per ritornare “cambiati in meglio”, i Giochi potranno essere vissuti come un evento memorabile, comunque andranno le cose.

Buone Olimpiadi a tutti!!!

PyeongChang

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).