Dal lontano Oriente…

La pillola di Coaching di oggi proviene direttamente dall’affascinante mondo orientale (sì, in verità, è per iniziare ad entrare nel clima delle future olimpiadi in Corea l’anno prossimo!!!). Le arti marziali sono praticate dalla notte dei tempi e sono un pozzo di spunti utili per domare la mente, prima dei muscoli.

Oggi parleremo dei tre segreti del judo, che, appunto, si sviluppò sulla base delle arti marziali del passato, praticate dai Samurai. Chi lo praticava allora possedeva qualità di indubbio valore che, anche oggi, andrebbero trasmesse integralmente, applicandole a qualunque ambito sportivo (dove si sa, a volte, la sportività non prevale).

I tre segreti del judo degli antichi Samurai

Questi tre segreti del judo rappresentano uno dei più preziosi insegnamenti che provengono da questa disciplina e che voglio condividere con voi oggi. Possiamo riassumerli così:

Se vinci, non gloriarti della tua vittoria; se perdi, non lasciarti scoraggiare. Quando sei al sicuro non essere imprudente; quando sei in pericolo non avere paura. Continua semplicemente a percorrere la strada che hai davanti a te“.

Andando oltre la finalità della pratica del judo, proviamo ad estrarre il significato generale di questi concetti che provengono dagli antichi Samurai.

Il signficato attuale per ogni atleta

Questa massima ci suggerisce un comportamento equilibrato in base al quale, quando si vince, è giusto festeggiare ed esultare, ma è vietato “sedersi”: la prossima volta si potrebbe perdere, se si abbassano la concentrazione, se ci si rilassa troppo o si trascurano dei dettagli. Occorre invece imparare a usare le vittorie e i successi come iniezione di sicurezza, di fiducia, testimonianza che si sta lavorando bene e che si è messo in pista un atteggiamento vincente da riprodurre più e più volte con lo stesso scrupolo!

Allo stesso modo, voler cestinare tutto dopo qualche insuccesso è poco utile (a meno che non si insista da anni su una strada che è chiaramente non la propria: lì bisogna aver il coraggio di cambiare obiettivo!), oltre che fuorviante: in ogni situazione c’è qualcosa da imparare e, a volte, ci vuole del tempo per vedere i frutti dei semi piantati che necessitano di tutto il cuore, di tutta la passione, di tutta la convinzione profonda dell’atleta per poter germogliare.

“Non avere paura” è la grande sfida di cui ci ha parlato il già citato Campriani (leggi qui http://www.surfare.eu/niccolo-campriani-ricordati-dimenticare-la-paura/ )  e con cui si confrontano tanti atleti: paura di fallire, paura di aver fatto sforzi vani, paura di deludere. Ricordiamoci che se non si sbaglia non si può imparare né progredire. Ricordiamoci che gli sforzi non sono mai vani: allenano la mente alla disciplina e temprano il fisico. Infine, l’unica persona che possiamo deludere è noi stessi se non sconfiggiamo paure inutili che ci bloccano e impediscono di esprimere quello che veramente potremme esprimere!

 

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).