Scuse. Per qualcuno è il cattivo tempo. Per qualcuno è la pista difficile. Per altri è la sfortuna. Finché attribuiamo la responsabilità dei nostri errori, fallimenti, risultati sotto tono all’esterno perdiamo un’occasione importante, quella di imparare e di migliorare, dando anche un messaggio sbagliato alla nostra mente perché le diciamo “non ci puoi far nulla, non dipende da te”.

Se vi rendCopia di Stopete conto di averlo fatto o di farlo… STOP!!! SMETTETE SUBITO!!!

Nel tempo, con l’esperienza, ho imparato che un elemento fondamentale per determinare la crescita di un atleta è insegnargli a correggere “le scuse” che si crea per proteggere la propria autostima. Si. Perché di SCUSE si tratta. E finché si crea scuse, si priva della possibilità di rendersi conto di quali aree di miglioramento egli stesso ha. E alla lunga non protegge la sua autostima, ma al contrario, la abbassa ancora di più perché si sente incapace di intervenire.

Un vero campione vince anche con il brutto tempo, con il pettorale sbagliato, con la batteria non ottimale, non pensa di essere una vittima di un fato sfortunato. Un vero campione ha la flessibilità di adattarsi ad ogni situazione, per ogni situazione si concentra sul mettere in atto le reazioni più efficaci e non disperde energie a lamentarsi di ciò che non va.

In psicologia si parla di “locus of control”, ossia di luogo da cui facciamo dipendere il controllo delle nostre azioni. È la percezione che ciascuno ha circa la possibilità di controllare la propria vita. Indica quindi se siamo convinti che le nostre azioni abbiano un peso nel direzionare gli eventi che ci accadono. Esistono due tipologie di locus of control: interno (attribuzione interna del controllo: io controllo la mia vita) ed esterno (attribuzione esterna del controllo: il destino controlla la mia vita). Questa variabile è molto importante nello sport perché determina l’atteggiamento, la motivazione e la spinta ad agire dell’atleta. Chi percepisce maggiore abilità nel controllo degli eventi è in grado di padroneggiare meglio le situazioni stressanti. Più in generale, il locus è stato addirittura messo in relazione con lo stato di salute e la probabilità di ammalarsi: chi ha un locus interno gode sul lungo periodo di migliore salute perché mette in atto comportamenti preventivi e protettivi intelligenti, sapendo di poter influire sulla propria salute.

Se lo stile con il quale vi trovate ad affrontare gli eventi della vita e dello sport fin’ora non lo avete scelto autonomamente perché influenzati dal contesto o dai modelli che avete avuto, sappiate che lo si può modificare con il lavoro mentale. E iniziare a sviluppare la sana nuova abitudine di prendersi le responsabilità di quello che realizzate: se lo potete controllare, lo potete modificare e migliorare! Le scuse, la colpa agli altri o all’ambiente esterno lasciatele ai perdenti… Got the point?! Copia di Work In Progress

 

About Beatrice Raso

Licensed NLP Trainer e Coach, laureata in Lingua e Letterature Straniere e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche con interesse particolare alla Psicoterapia Breve Strategica del centro CTS di Arezzo del Prof. Nardone Ha un passato da campionessa di atletica leggera, a livello nazionale e internazionale con la vittoria allo storico Cross Cinque Mulini e il titolo italiano sui 2000 siepi (di cui è stata anche detentrice del record italiano).
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  • “Una forma lieve di autismo, che conferisce maggiori capacità di concentrazione”, ha scritto su twitter il brasiliano, citando la fonte della notizia, la rivista ‘Exame’ e sottolineando come anche Newton ed Einsten ne fossero affetti. “Newton e Einstein erano autistici ed erano geni”, aggiunge infatti Romario in un altro tweet.

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