E’ arrivata l’ora dello snowboardcross, dopo lo snowboard alpino e l’halfpipe, già discipline olimpiche da Nagano ’98, Torino 2006 apre le porte ad uno degli sport più spettacolari ed adrenalinici delle discipline invernali. 
Si tratta di una gara di velocità: si parte in quattro sulla stessa pista composta da salti gobbe e paraboliche, dove chi arriva primo vince.
 E’ l’olimpiade invernale in Italia e l’esordio del cross: la squadra italiana è motivata a dimostrare la sua competenza in questa disciplina dopo i numerosi podi nelle passate stagioni di Carmen Ranigler, Stefano Pozzolini, Francesco Sandrini, Alberto Schiavon e Simone Malusà (tutt’ora l’atleta italiano più medagliato in Coppa del Mondo). A rappresentare il tricolore saranno appunto Malusà, Pozzolini, Schiavon e Tommaso Tagliaferri, Carmen Ranigler tra le donne. Manca all’appello Francesco Sandrini, giovane atleta del Passo del Tonale, infortunatosi al bacino durante gli X Games un mese prima. 
La pista sulle nevi di Bardonecchia è perfetta, un susseguirsi di paraboliche e salti per un minuto e mezzo circa di tracciato.
L’onore di inaugurare questa disciplina è lasciato agli uomini, che gareggeranno un giorno prima rispetto alle donne.
L’Italia è pronta a tifare i nostri portacolori. Alle fasi finali passano Tommaso Tagliaferri con un ottimo quarto tempo, Stefano Pozzolini diciannovesimo e Alberto Schiavon ventiduesimo. Simone Malusà finisce la sua olimpiade al trentatreesimo posto, primo degli esclusi alle fasi finali.
 Stefano Pozzolini e Alberto Schiavon escono agli ottavi di finale classificandosi rispettivamente ventiquattresimo e ventiseiesimo. Tommaso Tagliaferri vede sfumare la possibilità di una semifinale: esce ai quarti e si classifica undicesimo.
 La finale è composta da Seth Wescott terzo in qualifica, Paul-Henri Delerue (fratello minore di Xavier, vincitore della Coppa del Mondo nel 2005), ed due rider con tavola hard, lo spagnolo Jordi Font e lo slovacco Radoslav Zidek.
E’ Zidek a dominare buona parte di gara, inseguito dall’americano Wescott, che tenta e riesce nel sorpasso quasi paradossale in backside sul frontside dell’hardbooter slovacco. Arrivano al traguardo sul fotofinish e ad avere la meglio è l’americano Wescott, che porta a casa la prima di due medaglie d’oro olimpiche (vincerà anche quattro anni dopo a Vancouver 2010).
 Terzo finisce il giovane francese Paul Henri Delerue, quarto lo spagnolo Jordi Font.
 Non fortunato Zidek che vede sfumarsi l’oro e dovrà accontentarsi del secondo posto ma, c’è sempre un rovescio della medaglia: è il primo ed unico atleta a vincere una medaglia olimpica per la sua nazione, la giovane Slovacchia.
Il giorno successivo tocca alle donne.
 Carmen Ranigler non riesce a qualificarsi per le fasi finali, ed è così fuori dalle top 16.
 Lindsey Jacobellis è indubbiamente l’atleta da battere, colei che ha da sempre dominato il circuito di Coppa del Mondo con 8 podi di cui 7 ori, e 3 ori agli X Games, nonchè campionessa del mondo in carica. Si potrebbe già ipotecare l’oro. Le potenziali rivali sono le due canadesi Maelle Ricker e Dominique Maltais. Sono infatti loro tre ad arrivare fino alla fase finale, ma a giocarsi una medaglia compare anche la svizzera Tanja Frieden. La gara è dominata dall’americana, che lascia un vuoto dietro di sè. C’è solo la Frieden ad inseguirla, ma ben distante dalla prima, mentre le canadesi finiscono a terra lungo il percorso. Arriva l’ultima curva, mancano solo i due salti finali. Lindsey Jacobellis è prima e niente potrebbe fermala dall’acchiappare quella medaglia, quella prima medaglia d’oro che entrerà per sempre nella storia del cross olimpico. Arriva sul penultimo salto, il pubblico applaude, esulta, e Lindsey, col suo passato da freestyler, grabba la tavola in un backside air per richiamare l’attenzione del pubblico, ma atterrando sulla neve inclina il suo corpo sulla lamina backside, e cade a terra… Non oso immaginare cosa possa esser passato nella testa di Lindsey, quando ha visto sfumare il suo sogno olimpico, di essere la prima donna a conquistare questa medaglia, mentre Tanja le sfreccia accanto esultando. A festeggiarla, oltre le sue compagne di squadra, c’è Seth Wescott, neo campione olimpico e fidanzato della svizzera. Chissà se la medaglia di Seth ha folgorato l’atleta svizzera fino a portarla a questa vittoria tanto inaspettata.
 E’ Tanja la prima campionessa olimpica, sotto ogni pronostico è lei che salirà per la prima volta su quel podio tanto ambito, assieme a Lindsey Jacobellis, e Dominique Maltais. Maelle Ricker, finisce al quarto posto, portata via dal taboga.
I primi 2 ori dello snowboardcross vanno quindi alla coppia di fidanzati svizzero-americana, si può dire quindi che l’amore alle olimpiadi di Torino ha portato bene per i due atleti dello snowboardcross.

 

Il video delle finali maschile e femminile.

About Raffaella Brutto

Autrice e fondatrice di Surfare.eu, atleta Nazionale italiana di Snowboard, partecipante ai Giochi Olimpici di Vancouver 2010 e Sochi 2014, Primo Caporal Maggiore del Centro Sportivo Esercito, maestra di snowboard, ed ex atleta di pattinaggio artistico. Snapchat: raffysbx